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Sin after Sin @ New York

August 12

Sono a casa...

Sono a casa già da un paio di gironi.
Molti pezzi stanno tornando a posto.
Il blog chiude ufficialmente. 

So far away...

This is my life
Its not what it was before
All these feelings I’ve shared
And these are my dreams
That I’d never lived before
Somebody shake me
Cause I, I must be sleeping

Now that we're here,
It's so far away
All the struggle we thought was in vain
All the mistakes,
One life contained
They all finally start to go away
Now that we're here its so far away
And I feel like I can face the day
I can forgive and I’m not ashamed to be the person that I am today

These are my words
That I’ve never said before
I think I’m doing ok
And this is the smile
That I’ve never shown before

Somebody shake me
Cause I, I must be sleeping

I'm so afraid of waking
Please don't shake me
Afraid of waking
Please don't shake me  
July 29

Fine...

Quando una cosa finisce la testa non sa più cosa pensare...
quello che sta finendo svanisce pian piano e quello che sta per arrivare lo sovrasta lentamente.
Ormai mancano pochi giorni di questa vita così diversa, così fuori dalle righe, così...
Basta un giorno, un giorno proprio come oggi in cui tutto era pronto per una grande festa: musica, birra e tutto ciò che serve per salutare chi già parte, sì, un giorno in cui tutto era pronto, ma tutto è saltato per una pioggia fitta, incessante...
Basta un giorno così, per ritrovarsi ad ascoltare la malinconia di Mrs McGrath, una canzone sentita per la prima volta quando qualcosa di già cadavere stava nascendo, per pensare al ritorno, per intristirsi, per preoccuparsi per i mille esami lasciati indietro, per ritrovare al proprio fianco quel filo d'ansia che da gironi se ne era andata..
Basta un giorno così per chiedersi con un filo di paura come sarà il prossimo anno, come saranno e quali saranno gli amici, cosa troverò sul mio cammino per sbaglio e cosa creerò da me...
In un giorno così, però, basta sentire quel filo di groppo in gola, quel brivido, quell'umidità negli occhi per dirsi....
forza siamo Uomini!!!
Doccia e fuori di casa, vada a farsi fottere le pioggia, New York merita di essere vissuta anche così....e per tutto il resto...
...."ci sarà tempo"....
July 25

Mia!!!

E’ gia stanco di vagabondare sotto un cielo sfibrato
per quel regno affacciato sul mare che dai Mori è insidiato
e di terra ne ha avuta abbastanza, non di vele e di prua,
perché ha trovato una strada di stelle nel cielo dell’anima sua.
Se lo sente, non può più fallire, scoprirà un nuovo mondo;
quell’attesa lo lascia impaurito di toccare già il fondo.
Non gli manca il coraggio o la forza per vivere quella follia
e anche senza equipaggio, anche fosse un miraggio ormai salperà via.

E la Spagna di spada e di croce riconquista Granata,
con chitarre gitane e flamenco fa suonare ogni strada;
Isabella è la grande regina del Guadalquivir
ma come lui è una donna convinta che il mondo non pùo finir lì.
Ha la mente già tesa all’impresa sull’oceano profondo,
caravelle e una ciurma ha concesso, per quel viaggio tremendo,
per cercare di un mondo lontano ed incerto che non sa se ci sia
ma è già l’alba e sul molo l’abbraccia una raffica di nostalgia.
E naviga, naviga via
verso un mondo impensabile ancora da ogni teoria
e naviga, naviga via,
nel suo cuore la Niña, la Pinta e la Santa Maria.

E’ da un mese che naviga a vuoto quell’Atlantico amaro,
ma continua a puntare l’ignoto con lo sguardo corsaro;
sarà forse un’assurda battaglia ma ignorare non puoi
che l’Assurdo ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi.
Quante volte ha sfidato il destino aggrappato ad un legno, senza patria bestemmi in latino prendi il bere d'impegno,
per fortuna che il vino non manca e trasforma la vigliaccheria
di una ciurma ribelle e già stanca, in un’isola di compagnia.

E naviga, naviga via,
sulla prua che s’impenna violenta lasciando una scia,
naviga, naviga via
nel suo cuore la Niña, la Pinta e la Santa Maria.

Non si era sentito mai solo come in quel momento
ma ha imparato dal vivere in mare a non darsi per vinto;
andrà a sbattere in quell’orizzonte, se una terra non c’è,
grida: “Fuori sul ponte compagni dovete fidarvi di me!”
Anche se non accenna a spezzarsi quel tramonto di vetro,
ma li aspettano fame e rimorso se tornassero indietro,
proprio adesso che manca un respiro per giungere alla verità,
a quel mondo che ha forse per faro una fiaccola di libertà.

E naviga, naviga là
come prima di nascere l’anima naviga già,
naviga, naviga ma
quell’oceano è di sogni e di sabbia
poi si alza un sipario di nebbia
e come un circo illusorio s’illumina l’America.

Dove il sogno dell’oro ha creato
mendicanti di un senso
che galleggiano vacui nel vuoto
affamati d’immenso.
Là babeliche torri di cristallo
già più alte del cielo
fan subire al tuo cuore uno stallo
come a un Icaro in volo
Dove da una prigione a una luna d’amianto
“l’uomo morto cammina”
dove il Giorno del Ringraziamento
il tacchino in cucina
e mentre sciami assordanti d’aerei
circondano di ragnatele
quell’inutile America amara
leva l’ancora e alza le vele.

E naviga, naviga via
più lontano possibile
da quell’assordante bugia
naviga, naviga via
nel suo cuore la Niña, la Pinta e la Santa Maria 
 
July 16

...the unforgiven (my version)

"What I've felt
What I've known
Will never shine through in what I'll show..."
 

Sin after sin